Strumento monumentale - breve valutazione
Nella sua storia culturale dell'organo, Karl-Heinz Göttert presenta una grande quantità di informazioni in una forma facilmente leggibile. Tuttavia, il conoscitore dell'argomento non è del tutto soddisfatto.

Con questo libro l'autore, professore emerito di tedesco antico all'Università di Colonia e autore di diverse guide d'organo, si è posto un compito estremamente impegnativo. Scrivere una storia culturale di uno strumento che probabilmente non ha eguali in un campo di tensione che unisce aspetti economici, sociologici, storico-religiosi e confessionali, nonché questioni di artigianato, acustica, architettura e composizione, è probabilmente difficilmente possibile senza un certo grado di superficialità. È quindi ancora più sorprendente che molti argomenti abbiano trovato spazio in questa pubblicazione, o siano almeno brevemente accennati: Dopo un'introduzione agli albori dell'organo, vengono descritti i vari stili nazionali, la costruzione dell'organo e il suo contesto vengono delineati con l'esempio di alcuni grandi nomi (Schnitger, Silbermann, Walcker, Cavaillé-Coll) o sviluppi storici (l'organo nel "Terzo Reich"), vengono descritti alcuni organisti e il loro ambiente (da Francesco Landini nel XIV secolo all'"enfant terrible" Cameron Carpenter) e viene tracciato un breve quadro della musica d'organo nei media di oggi.
È indiscutibile che si possa avere un quadro dell'argomento in breve tempo e che si possa comunque godere di una lettura "piacevole". Tuttavia, proseguendo nella lettura, si viene infastiditi dal linguaggio a volte piuttosto disinvolto (le sonate per trio di Bach "brutalmente difficili") e da imprecisioni più o meno reali; ad esempio, Haydn non ha scritto solo "uno" ma ben 30 pezzi per il flauto d'orologio, e Michael Praetorius descrive a malapena la disposizione dell'"organo di Bach" (!) nella chiesa di San Tommaso a Lipsia nel 1619. D'altra parte, la bibliografia elenca tutta una serie di opere più o meno conosciute, ma non vengono fornite citazioni, né vengono fornite le origini di teorie non comprovate, come ad esempio la paternità di Michael Gotthard Fischer di opere anonime a lungo attribuite a Bach. Otto piccoli preludi e fughe. È un peccato, perché il libro di Göttert, scritto in modo scorrevole e splendidamente illustrato, che evita un inutile gergo tecnico, riesce certamente a suscitare la curiosità di ulteriori letture.
Conclusione: un libro da gustare con un po' di cautela, probabilmente più adatto agli appassionati che agli intenditori!
Karl-Heinz Göttert: L'organo - Storia culturale di uno strumento monumentale, 408 p., € 34,95, Bärenreiter, Kassel 2017, ISBN 978-3-7618-2411-5